Olio di palma nelle creme spalmabili: perché evitarlo e cosa c’è al suo posto

olio di palma

L’olio di palma è ancora presente in tante creme spalmabili, anche in prodotti che si presentano come naturali. Ed è uno degli ingredienti che solleva più dubbi quando leggi un’etichetta: fa male davvero? perché si usa così tanto? e cosa si può mettere al suo posto?

In questo articolo rispondiamo a queste domande, una per una: perché l’olio di palma è così diffuso nelle creme spalmabili, cosa dice davvero la scienza sul suo conto e quali grassi usiamo noi al suo posto. Senza allarmismi e senza giri di parole.

Perché l’olio di palma è così usato nelle creme spalmabili

In una crema spalmabile industriale l’olio di palma fa più lavori insieme, ed è per questo che è diventato così comune. 

  • Costa poco, la palma rende molto più olio di altre colture, a parità di terreno, e quindi abbassa il prezzo finale. 
  • Resta solido a temperatura ambiente, e questo tiene ferma la consistenza ed evita che il prodotto si separi nel vasetto.
  • Ha un sapore neutro, così non copre né altera il gusto degli altri ingredienti. E allunga la durata sullo scaffale.

Si è diffuso anche perché ha preso il posto dei grassi idrogenati, ricchi di grassi trans e oggi considerati peggiori: da questo punto di vista è stato un passo avanti. Ma resta una scelta che guarda soprattutto al prodotto e al costo, non a chi quel prodotto lo mangia ogni mattina.

Olio di palma: fa male? L’olio di palma è ricco di grassi saturi: circa la metà del suo contenuto. In questo caso, conta la quantità e la frequenza con cui li assumi, non il singolo ingrediente. 

Il punto non è gridare al veleno. È capire che si tratta di un grasso che, se puoi, ha senso evitare, soprattutto quando esistono alternative migliori.

Olio di palma, cocco, girasole o burro di cacao: che differenza c’è

Non tutti i grassi aggiunti sono uguali, ed è qui che si gioca la differenza.

L’olio di palma resta solido a temperatura ambiente, resiste bene nel tempo e permette di ottenere una crema stabile senza incidere troppo sul costo finale. È però composto per circa la metà da grassi saturi.

L’olio di cocco si comporta in modo simile: è solido quando fa più fresco e diventa liquido con il caldo. Anche in questo caso la quota di grassi saturi è elevata, persino superiore a quella dell’olio di palma. Può inoltre lasciare un leggero sapore di cocco, a meno che non venga deodorato.

L’olio di girasole, invece, è liquido e ha un gusto neutro. Serve a rendere la crema più morbida e facilmente spalmabile, senza coprire il sapore della frutta secca e del cacao. Rispetto all’olio di palma e a quello di cocco, contiene soprattutto grassi insaturi.

Il burro di cacao è naturalmente solido a temperatura ambiente e si scioglie in bocca. Dà struttura alla crema e una consistenza più piena, senza ricorrere a oli idrogenati. Contiene una quota importante di grassi saturi, ma viene scelto soprattutto per il modo in cui si comporta nella ricetta.

burro di cacao
Burro di cacao

Quindi no: la presenza di un grasso saturo non rende automaticamente un ingrediente uguale all’altro. Cambiano la composizione, la consistenza, il sapore e la funzione che svolge nel vasetto.

Noi di Deanocciola non abbiamo mai usato l’olio di palma. E non usiamo oli idrogenati. Dove serve un grasso per raggiungere la texture giusta, scegliamo olio di girasole biologico o burro di cacao. Nella nostra Crema Crunchy con Nocciole 50% e Cacao, per esempio, trovi olio di girasole; nella Crema con Arachidi e Cacao, burro di cacao.

Nelle creme 100%, invece, non c’è nessun grasso aggiunto: un solo ingrediente, la frutta secca tostata e macinata. Punto.

È una differenza che si legge in etichetta, e che si riconosce nel vasetto.

Creme spalmabili senza olio di palma: come leggere l’etichetta

Individuare una crema spalmabile senza olio di palma è più semplice di quanto sembri, se sai dove guardare.

Parti dalla lista ingredienti. 

Oggi la legge impone di indicare l’olio in modo specifico: non basta più scrivere «oli vegetali», deve comparire il nome preciso. Se leggi «olio di palma», ora lo sai. Diffida invece delle liste molto lunghe e delle diciture generiche: più il prodotto è semplice, meno c’è da nascondere.

Controlla anche che il grasso non sia idrogenato e in che posizione compare: se un olio è tra i primi ingredienti, ne contiene parecchio.

Olio di palma e creme spalmabili: i punti chiave

  • L’olio di palma è diffuso perché costa poco, resta solido a temperatura ambiente e allunga la conservazione
  • È ricco di grassi saturi: il tema è la dieta complessiva, non il singolo alimento
  • Dalla raffinazione ad alte temperature possono formarsi contaminanti, monitorati dalla normativa europea
  • Non tutti i grassi aggiunti sono uguali: Deanocciola non usa mai olio di palma né oli idrogenati
  • Dove serve un grasso usiamo olio di girasole bio o burro di cacao; nelle creme 100% nessun grasso aggiunto
  • Sull’etichetta cerca il nome specifico dell’olio, diffida di «oli vegetali» generici e liste lunghe
  • Il velo d’olio in superficie nelle creme 100% è un segno di qualità, non un difetto

Scopri le creme spalmabili 100% Deanocciola, un solo ingrediente e nient’altro.

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